Chi è l'artefice del nostro Destino? - Il nostro ruolo e quello del Divino

25.11.2025

Abbiamo precedentemente parlato della differenza tra Scopo di Vita e Destino nell'essere umano. Come detto, lo Scopo è comune a tutti gli esseri umani, mentre il Destino è singolo di ogni uomo. Riassumiamo brevemente:

  • SCOPO (ovvero la Chiave di Volta dell'Esistenza) --> È COMUNE A TUTTI GLI UOMINI --> Amare, Sognare, Creare, Desiderare, Inventare, Giocare, Narrare, Empatizzare, Proteggere, Servire, Unire, Condividere, Operare, Co-operare, Sentire, Emozionarsi, Scoprire, Scoprirsi, Ri-scoprirsi, Fraternizzare...
  • DESTINO --> Si ha nel momento in cui l'uomo applica lo Scopo Comune in maniera diversa, distinguendosi dagli altri solo per attività, non per importanza. Che non vi sia alcuna differenza in termini di importanza significa che non vi è una gerarchia tra gli uomini: nessuno è migliore di un altro. Che, invece, l'uomo applica lo Scopo Comune in maniera diversa significa che ognuno è artefice del proprio Destino. Ma come? E Dio dov'è in tutto questo? Non era lui a guidarci e a indicarci la via? Se non seguiamo la via di Dio siamo perduti? 

La risposta a queste domande è più semplice di quanto sembra: sì, Dio ci guida (e lo fa personalmente) ma lui lo fa a partire da quello che c'è nel nostro cuore. Mi piace pensare al cuore come la sede dell'Anima allo stato più puro, allo stadio originale, quello del momento della creazione. Il divino ci affianca per tutta la nostra vita solo per ricordarci della nostra Anima, del nostro Sè più profondo, del nostro Io più vero. E lo fa mettendoci a disposizione strumenti, luoghi, persone, capacità e sensibilità di ogni sorta. Tuttavia il nostro Destino lo forgiamo noi, mettendoci del nostro, lasciando la nostra impronta. Talvolta sarà un Destino fedele al nostro Sè, al nostro vero Io, se sappiamo coglierlo e coltivare ciò che serve per portarlo alla Luce. Talvolta invece sarà opposto a chi siamo veramente perchè nella nostra vita, più o meno consapevolmente, abbiamo fatto resistenza all'emergere dell'Io, del Sè più vero. Altre volte, infine, il nostro Destino non sarà nè dall'una nè dall'altra parte, per tutti coloro che sono grandi fan della via di mezzo e che non si sono esposti abbastanza da un lato o dall'altro. Tuttavia non esiste uno scenario in cui "siamo perduti". Il Destino è solo nostro e non sottostà ad alcuna legge. Non esiste, quindi, una rovina o una punizione che emergono se non si segue la " retta via". La "retta via" non esiste, ce la creiamo noi in base a quanto siamo allineati (o disallineati) con la nostra Anima. Dal nostro applicato o mancato allineamento deriva il Destino Ultimo, che è diverso dal Destino in genere: questo riguarda le linee generali di come gli esseri umani possano reagire di fronte agli eventi o alle sfide della vita, ma ogni persona ha, poi, un modo UNICO, UNIVOCO e PERSONALE di vivere. 

Dai tale analisi, quindi, deriva che che il Destino è una cosa personalissima, che passa da più filtri:

  1. applicare lo Scopo comune in maniera diversa da altri (ottenendo ad esempio Destini come il diventare poliziotto, dottoressa, operaio, casalinga, ecc...) permette all'uomo di crearsi il proprio Destino;
  2. tra persone che hanno lo "stesso" Destino (ad esempio tutta la "categoria" delle casalinghe) vi sono differenze fondamentali dell'Essere e della Sua applicazione;
  3. ciò porta alla creazione DA e PER ogni individuo di un Destino Ultimo diverso da tutti gli altri, che rende quella persona UNICA al mondo nonostante abbia vissuti e reazioni (e relazioni) simili a quelli di molti altri nel mondo. 

Fatemi sapere cosa ne pensate. Un abbraccio,

La ragazza con la sciarpa azzurra