L'Universo in noi: coglierne il fluire e rinascere

18.11.2025

Nel precedente articolo abbiamo accennato al fatto che essere spirituali significa sentire il fluire dell'Universo dentro di Sè. Cosa vuol dire? E come si fa? Alcuni diranno: "Con la meditazione!" altri diranno: "Con il grounding!".

E se vi dicessi che la risposta non è nessuna di queste? Analizziamo cosa si dice a proposito della meditazione e del grounding e traiamo le nostre conclusioni:

MEDITAZIONE --> Meditare significa essenzialmente concentrarsi su una singola azione, allontanando le fonti di preoccupazione e stress dal nostro stato mentale. La meditazione è applicata in molte religioni e filosofie e le sue forme sono: lo yoga, lo zen, la meditazione trascendentale e il respiro consapevole. Indipendentemente da quale sia la tecnica prediletta, tutti possiamo meditare, anche senza esperienza, dedicando un momento privato, intimo, al nostro corpo e alla nostra mente. 

GROUNDING --> Sempre più approcci psicoterapeutici inseriscono il grounding, o radicamento, tra le tecniche di regolazione emotiva. Fare grounding significa letteralmente attuare una pratica che permette di stare con "i piedi per terra", ovvero di trovare la calma e di essere regolati di fronte agli eventi che possono accadere, dentro e fuori di noi, fisicamente e mentalmente. Lo scopo, quindi, è quello di "radicarsi" nel momento presente, aumentando la consapevolezza e permettendoci di regolare l'attivazione emotiva legata a fattori di stress interno o esterno (riportando il sistema nervoso ad uno stato di quiete). Il grounding, o radicamento, può essere fatto in modi diversi ma la tecnica più popolare popolare di radicamento al momento presente è il metodo 5-4-3-2-1, che coinvolge tutti e cinque i sensi. Questa tecnica serve a direzionare l'attenzione su ciò che sta accadendo intorno a noi piuttosto che su ciò che sta favorendo la mancanza di regolazione emotiva (dovuta a pensieri o sensazioni o accadimenti sia presenti che riguardanti il futuro). Altri metodi di grounding noti sono, in primis, quello più semplice e basico di tutti: camminare a piedi nudi sul terreno, sull'erba, sulla sabbia o su una superficie naturale, oppure quello che consiste nell'immaginare di essere un albero, con radici profonde che scendono nel suolo. Generalmente le tecniche di grounding possono essere applicate in qualsiasi momento, ma risultano particolarmente efficaci quando si manifestano sintomi di ansia, tensione o stress. 

Da quanto possiamo osservare, la prima cosa che salta all'occhio è che la meditazione e il grounding vengono proposti come soluzione all'iperproduzione di pensieri (che genera ansia e stress), per spegnerli. Si tratta, metaforicamente di gettare acqua o terra sul fuoco. In questo modo, però, la pace "forzata" non dura a lungo e la situazione, prima o poi, si ripresenta perchè si è scelta la repressione dei pensieri e dei sentimenti piuttosto che la loro elaborazione. Come può questo fornire la connessione con l'Universo di cui abbiamo bisogno per essere spirituali? Un essere veramente spirituale non disdegna e non rigetta niente di ciò che viene ritenuto negativo. Ma neanche lo mentalizza. Lo accoglie in quanto parte legittima di sè e lo vive insieme a tutto il resto, nell'Eterno Fluire delle Cose. Questo Fluire non è da cercare in una fonte esterna ma dentro di noi. Si tratta della nostra parte divina, di ciò che compone la nostra anima. Cosa c'è di più divino in noi dell'Universo? Attenzione: non intendo dire, come fanno i sostenitori della spiritualità new age, che noi siamo l'Universo che sperimenta se stesso. Credo sia più esatto affermare che siamo fatti della sua stessa sostanza. Ricordate la celebre frase "Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni" di Shakespeare? Molto romantica vero? E se con essa egli avesse anticipato la rivelazione secondo cui siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatte le stelle? Dopotutto lo conferma la scienza: 

  • Gli atomi che compongono la vita sulla Terra, che costituiscono il corpo umano appartengono a qualcosa di più grande: «L'intera tavola periodica, ogni elemento di cui abbiamo sentito parlare è stato elaborato all'interno del corpo di una stella». Dice Michelle Thaller, astronoma della NASA
  • Tutta la materia di cui siamo fatti noi l'hanno costruita le stelle, tutti gli elementi, dall'idrogeno all'uranio, sono stati fatti nelle reazioni nucleari che avvengono nelle supernove, cioé queste stelle molto più grosse del Sole, che alla fine della loro vita esplodono e sparpagliano nello spazio il risultato di tutte le reazioni nucleari avvenute al loro interno. Per cui noi siamo veramente figli delle stelle» disse  Margherita Hack

Quindi in noi c'è un pezzo di Universo. Come coglierne il Fluire? Come sentirlo? Come percepirlo? Come possiamo "entrare" in questo Flusso con tutte le negatività che ci portiamo dentro e uscirne rigenerati?

Il mio consiglio, dato dall'esperienza personale, è di attuare una sorta di grounding, ma non con l'ambiente esterno a noi, bensì con ciò che abbiamo dentro. Pensiamo al cartone animato Inside Out: degli omini che rappresentano le emozioni lavorano in un centro di controllo (Ecco perchè viviamo così intensamente, perchè mettiamo dell'emozione in tutto), ma al di fuori della sede centrale c'è un intero mondo: il subconscio, il conscio, il mondo dei sogni, quello dei desideri, l'anfratto delle paure e...Le Isole della Personalità. Che cos'è la personalità se non espressione esteriore del mostro mondo interiore? Di quel pezzo di Universo che vive dentro di noi? Ogni volta che reprimiamo una parte di noi stiamo "spegnendo le luci" sulla relativa Isola. Facciamo degli esempi di Isole della Personalità per intenderci meglio: ci può essere l'Isola della Famiglia; quella dell'Amicizia; quella delle Passioni; quella dell'Immaginazione; quella dello Sport; quella dell'Onestà; quella della Speranza; quella della Dedizione; quella della Fede...

Sapete (sembrerà OFF TOPIC ma non lo è, prestate attenzione) da quando io ho scoperto la Spiritualità e mi sono addentrata nei meandri, a un certo punto della mia vita ho cominciato a sostenere che sono Rinata. 

È questo che si prova una volta che non solo si coglie la parte di Universo dentro di sè, ma la si vive in un Flusso continuo nel quale ci si lascia andare senza se e senza ma. Per poterlo sperimentare, dicevo, serve una sorta di grounding: dal momento che la personalità è l'espressione esterna dell'Universo che vive in noi, bisogna radicarsi con le singole Isole della nostra Personalità. Il percorso spirituale, quindi, in primis è conoscere noi stessi per poter dire quali sono le Isole della Personalità che ci compongono e come sono costruite (una medesima Isola può essere presente in più persone e questo le accomuna, ma ogni isola è UNICA nel suo genere perchè costruita da vissuti diversi). Come ci si radica con queste Isole? Come si fa un grounding interiore e non esteriore? Io ho trovato una risposta a questa domanda nutrendo e facendo emergere la mia bambina interiore, la mia Inner Child (gioisco e mi rattristo come farebbe lei, vivo le cose con il suo entusiasmo, la lascio esprimere nelle attività che mi piacciono; metto la sua energia nelle cose che mi appassionano;  coltivo la sua testardaggine nel bene e nel male; mi emoziono come farebbe lei; guardo al mondo con i suoi occhi e non con gli occhi disillusi di un adulto; coltivo le sue speranze e i suoi sogni, dandogli voce anche semplicemente nel mio piccolo, senza grandi pretese...).LE DO VOCE. Un'altra soluzione che ho trovato è seguire il principio del Panta Rei (tutto scorre) : quando qualcosa mi perplime o mi sopprime chiudo gli occhi, faccio un respiro profondo e mi metto in ascolto, non dell'ambiente circostante a me, ma di quello che avviene dentro di me. Così seguo il flusso, seguo la corrente, come se fossi nella posizione della stella marina nelle acque di un fiume o del mare, lasciando che la corrente mi porti dove vuole e io mi fido ciecamente di quella corrente, a occhi chiusi e mi lascio portare dove vuole. Così so sempre di essere in Comunione con l'Universo e di non sbagliare mai perchè ho la sua guida. Infine, per sentire quel Flusso dentro di me e seguirlo, cerco di percepirlo nella natura che mi circonda (può essere una spiaggia, un bosco, l'oceano intero (perchè si è su una barca), la campagna, persino il giardino di casa!). Una volta recatami sul luogo di preferenza, chiudo gli occhi e ascolto il vento o, in assenza di esso, ascolto il sole che mi bacia la pelle; o ancora, se sono immersa, ascolto l'acqua intorno a me; o ancora metto la mano sul tronco di un albero e ascolto la linfa che scorre al suo interno (questo è ancora da perfezionare). In tutti questi modi sono in comunicazione con l'Universo dentro e fuori di me, lo ascolto, imparo da lui, gli affido le mie preoccupazioni e i miei pensieri e...infine...Rinasco.

Un abbraccio,

La ragazza con la sciarpa azzurra.