Inferno, Purgatorio e Paradiso: esistono?
Inferno, Purgatorio e Paradiso sono tre costanti dell'Aldilà in diverse culture, anche se in ognuna con nome diverso. In altre, invece, si crede nel ciclo delle incarnazioni. Tutto per rispondere alle domande: "Cosa c'è dopo la morte?" e "Qual è la differenza se in vita sono buono o cattivo?" "Esiste una giustizia divina, che funziona meglio della nostra?"
Come rispondere a queste domande rimanendo nello spirituale?
Finora abbiamo capito che il Divino non è esprimibile in sistemi religiosi specifici, nemmeno quelli più arcaici delle civiltà indigene, in quanto ingabbiano lo Spirituale in schemi precostituiti. Perché non dovrebbe essere lo stesso per l'aldilà?
Quindi per un attimo abbattiamo le barriere date da ciò che sappiamo su di esso e proviamo a connetterci con la nostra parte più spirituale e meno dogmatica.
Se noi siamo un tutt'uno con l'Universo e con il Creato viene spontaneo pensare che è ad essi che ritorneremo dopo la morte. Pensiamoci bene:
- Universo: la nostra anima è composta della sua stessa sostanza;
- Creato: tutte le molecole e le sostanze che lo compongono, sono le stesse che troviamo nei nostri corpi.
Se la geometria spirituale (ne parleremo presto) è data da cerchi, ellissi e spirali, possiamo dire che la Vita è:
- un cerchio per quanto riguarda il Corpo;
- un'ellisse per quanto riguarda l'Anima;
- una spirale per quanto riguarda lo Spirito.
Per il Corpo...beh lo dice il detto stesso: "Cenere eri e cenere ritornerai".
Per l'Anima, invece, il discorso è un po' più complesso: l'anima, essendo fatta della stessa sostanza dell'Universo e avendo il Divino dentro di sè, ha il presupposto dell'immortalità, come il Divino stesso la ha. Eppure l'anima non è esente da un ciclo: essa è qui sulla Terra per crescere, per sperimentare e poi "rapportare" tutto al Divino nel momento in cui si ricongiunge totalmente ad esso nel più profondo dell'Universo. L'immortalità dell'anima prevede che essa sia trasformabile senza essere snaturata. Essa quindi è adatta a corpi diversi? Si incarna più volte? No, essa è adatta a un SOLO corpo pensato apposta dal Divino in persona per Lei, affinché possa realizzare il proposito per cui è stata creata. Tuttavia alla morte del corpo non si disgrega in particelle ma cresce fino a diventare Spirito, evolvendosi ad uno stato superiore di Coscienza capace di vedere tutto dall'Alto e dall'Esterno, essendo così capace di discernere cosa ha compiuto di buono e di cattivo nella vita, insieme alla supervisione del Divino. Lo immagino un po' come Scrooge e i fantasmi del Natale, giusto per rimanere in tema, visto il periodo :')
Ma quindi, Dio supervisiona? Non giudica? Non sceglie dove spedire la nostra anima? No, come detto l'anima si evolve in Spirito, uno Spirito che, passando dalla propria esperienza di vita, esplora l'Universo facendo "il giro lungo", fino a giungere a unire le conoscenze acquisite a quelle derivabili dalle esperienze di vita altrui, in modo da avere punti di confronto e possibilità di analisi più approfondite. Poi tornando al punto di partenza chiude il tutto in un'ellissi.
Lo Spirito, però, abbiamo detto che è rappresentabile da una spirale. Questo perchè esso nasce a uno stato inferiore come anima, passa alla vita sulla terra, che si chiude in un cerchio, analizza la propria esperienza di vita facendosi forza del Divino che lo accompagna dopo la morte terrena e infine, giunto di nuovo nello stesso punto, sale sempre più su in cerchi concentrici formando una spirale e durante questa risalita fa esperienza del divino dentro di sè e lo sviluppa con la guida del Divino stesso che sa quali esperienze fargli vivere in base alla vita compiuta sulla Terra e in base a cosa si è imparato da essa.

Ma questo vale per tutte le anime? Non vi è, allora, alcuna punizione prevista per chi in vita è stato malvagio e ha fatto del male? Non esattamente. Nel caso di una persona, di un'anima, di uno spirito malvagio, l'ellissi, invece di essere ascendente sarà discendente.
Quindi esiste l'inferno? No, non come lo concepiamo noi perlomeno. Esso consisterebbe nell'eterna discesa verso la parte più buia e profonda dell'universo senza nessuna possibilità di apprendimento, conoscenza e sperimentazione di crescita alcuna. Questo è il maggiore ambire di un'anima: arrivare a conoscere e capire l'intero Universo per poter conoscere e capire in toto il divino, fuori e dentro di sè. E con quello che possiamo definire "Inferno", gli viene negata tale conoscenza.
Quindi salire verso l'alto in un'ellisse significa andare in Paradiso? Se riteniamo il paradiso come un luogo dove le anime si ricongiungono al Divino formando un'unica "mente collettiva" che mette le conoscenze a sua disposizione in una grande "banca dati" fruibile ai nuovi esseri umani affinché possano sperimentare esperienze ancora migliori da condividere con il Tutto, allora sì, questo significa andare in Paradiso.
E il Purgatorio? Quello non esiste, è stato creato dall'uomo per "catalogare" le anime in base al Peccato e al "livello" di Perdono ottenuto espiando le proprie colpe. Ma abbiamo già smontato questo meccanismo.
Lo so, i miei ragionamenti possono sembrare astrusi ma se ci consideriamo come esseri in perenne crescita, tanto che alcuni sostengono che noi siamo l'Universo che sperimenta se stesso, allora è facile dedurre che il Paradiso sia la Crescita in Toto di un'anima i l'Inferno l'esatto Opposto.
Un buffetto e un abbraccio affettuoso,
La ragazza con la sciarpa azzurra.
