Luce e Oscurità del Cristianesimo
Avete mai fatto caso a come il Cristianesimo abbia plasmato il nostro modo di pensare, anche se non mettiamo piede in chiesa da anni? A come siamo riusciti a far entrare nella nostra testa questa religione così a fondo da condizionare il nostro modo di amare, di sentirci in colpa e di guardarci allo specchio la mattina?
Il Cristianesimo porta con sé un'idea che all'epoca era rivoluzionaria: Dio non è come un sovrano o un giudice pronto a fulminarti e punirti per ogni tuo errore, ma è Qualcuno che ti Ama senza volere nulla in cambio, anche se (gli) fai del male, anche se odi, anche se uccidi, anche se stermini. E da qui il concetto di Amore Incondizionato che ci portiamo dentro. Quel genere di Amore che ti fa "porgere l'altra guancia", che ti fa sacrificare la tua vita e, troppo spesso, la tua salute, per gli altri. Tutto in nome di quell'Amore Puro e senza confini che Dio ci insegna, memori dell'insegnamento che ognuno va amato, anche se è il nostro peggiore nemico. Quello che, però, il Cristianesimo non ci insegna è a non fraintendere l'Amore Incondizionato per l'Amore Tossico. A non ergerci a crocerossine dei "casi umani", a non perdere noi stessi per seguire il partner, il compagno, l'amico o il parente nelle sue cause e lotte personali, a non sminuirci per il compiacimento o la realizzazione altrui. A non svanire per l'altro. Perchè se c'è una cosa in cui pecca il Cristianesimo è la valorizzazione dell'Amore per Se Stessi. Dio dice "ama il prossimo tuo come te stesso", eppure il pensare troppo a Sè diventa egoismo, persino egocentrismo. Ma come faccio ad amare il prossimo come me stesso se non so amare me stesso? Se mi viene insegnato che il rapporto con il mio corpo è sbagliato? Se mi viene insegnato che curarmi molto significa farlo unicamente per cercare attenzioni piuttosto che per amore verso di me? Se mi viene insegnato che scoprire la sessualità a partire da se stessi è Peccato? Senza considerare che il Cristianesimo ha come punto cardine quello di non mettere l'Io a posto di Dio, che deve necessariamente occupare il primo posto nella nostra mente e nel nostro cuore, così come i Suoi insegnamenti. E così nasce il concetto che "venga fatta la volontà di Dio", non quello che voglio Io. Perchè, è Dio a inseguire i miei sogni, a raggiungere i miei traguardi, a spingermi a dare il meglio di me in quello che faccio? È Dio a scegliere qual è la mia via? No. Sono io.
Eppure la religione insiste nel mettere da parte l'Io e ci pone davanti a un esempio emblematico di Uomo che mette Dio e il Prossimo prima di se stesso: Gesù, Colui che dedica la sua vita a diffondere la Parola e che muore per tutti i Peccatori della Terra, offrendosi in sacrificio. Questo porta con sè l'idea che ogni singola persona ha un valore infinito. Non importa se ricca, povera, re o mendicante: davanti a Dio siamo tutti Uguali. Tuttavia è innegabile che, con queste modalità, oltre ad insegnarci l'Amore e il Vero e Importante Valore della singola Vita, il Cristianesimo ci spinge, in modo quasi subdolo e nascosto, a dare per scontato il concetto di "dignità umana" e ad agire di conseguenza, con tutti i danni che ne derivano. Ne sono testimoni le storie di tutte quelle donne uccise perchè incapaci di lasciare un partner che le picchi, le violenti, le aggredisca, le stupri pur di rimanere fedeli al loro ruolo di mogli e di madri, secondo il quale devono sacrificare tutto per i loro partner e i loro figli, persino Se Stesse. Ne sono testimoni tutti quegli uomini e quelle donne che, credendo di non valere niente, si lasciano trattare dagli altri come questi preferiscano, lasciandosi spezzare il cuore, la mente e l'animo più e più volte pur di "metterli al primo posto" e compiacerli.
E poi c'è il concetto di Colpa: partendo dal Peccato Originale, la Colpa dei nostri avi che viene tramandata di generazione in generazione semplicemente con il sangue, il Cristianesimo pone le basi per la "demonizzazione" della natura umana e insinua, per poi smentire subito dopo con la sua verità teologia dell'Agnello di Dio che toglie i Peccati del mondo, che non vi sia Salvezza. Perchè se il Peccato è quel tratto di DNA danneggiato che si trasferisce di generazione in generazione inesorabilmente, senza che nessun discendente ne possa scampare, allora tutti gli uomini nascono con una deformazione che nella loro crescita li fa sentire sporchi, incompleti, sbagliati. E così imparano presto a tentare di rimediare per ogni cosa, per ogni respiro e per ogni azione che sembra anche solo lontanamente fuori dallo standard. Ma fuori da quale standard? L'importante non dovrebbe essere agire SEMPRE nell'Amore? Non è quello il VALORE UNIVERSALE a cui l'uomo è chiamato a rispondere? E allora che importa se lesbica, gay, trans, bisex? Che importa quale sia il nostro approccio alla sessualità o quale sia il "tipo" di famiglia che creiamo? Che sia "tradizionale" o omogenitoriale? Che importa in quale modalità suddette coppie decidano di avere figli? Se biologicamente, con fecondazione assistita, con madre surrogata o adozione? Che importa se sia persino un single a scegliere una di queste vie? Che importa se preghiamo ogni sera, se ringraziamo sempre per il cibo sulle nostre tavole, persino se andiamo a messa la domenica? Ciò che conta è fare del bene e cercare un rapporto stretto e vicino con il Divino. NON perchè ci sentiamo in colpa, perchè dobbiamo ESPIARE o, ancora, come unico MEZZO per raggiungerLo e trovare il contatto con Lui, ma perchè VOGLIAMO. Perchè DESIDERIAMO fare del bene e sentirci connessi con il grande Amore dal quale veniamo. E sì, gli errori sono concessi. non solo quelli in buona fede, ma anche quelli fatti intenzionalmente ma con poca consapevolezza. Perchè la vita è un esperimento: si procede per prove ed errori. E sarebbe assurdo pensare che Dio non ne abbia tenuto conto. Però per il Cristianesimo non è così, anzi, talmente tanti sono i Peccati che l'uomo ha da espiare che si rende necessario un Salvatore che lo tiri fuori dai guai. Il che potrebbe pure essere bello eh...Chi non ha mai sognato di essere tirato fuori da situazioni improbabili da un qualche tipo di supereroe? E chi di meglio, per il Cristiano, di un Uomo-Dio capace di annullare tutto il male che ogni essere umano si porta dentro, tramite gli Insegnamenti, i Sacramenti e il Sacrificio che rappresentano il fondamento di tutto il culto? Ma così si perde del tutto il concetto di auto-determinazione dell'uomo. Quello secondo il quale "la principessa" è perfettamente in grado di salvarsi da sola dalla torre. Il che non significa che il Divino non abbia un ruolo nelle nostre vite, anzi! (E di questo ne parleremo presto) Ma credere che l'unico modo per salvarsi sia tramite un Salvatore, ti toglie potere sul tuo destino. Tuttavia, per il Cristianesimo la presenza di Gesù Cristo è punto cardine, tanto che da egli stesso prende il nome.
E qui veniamo all'ultimo punto: il Perdono. Quello concesso per il tramite del Cristo. Psicologicamente, l'idea che non importa quanto tu l'abbia fatta grossa se sei sinceramente pentito perchè ad attenderti c'è la Grazia Divina, è un meccanismo di guarigione mentale che ti permette di non restare prigioniero del tuo passato, ma allo stesso tempo fa perdere valore a tutto il male fatto, anche se atroce e abominevole, perchè, tanto, anche se hai ucciso, rubato, picchiato, stuprato, aggredito, minacciato, torturato c'è la Grazia, che è intrinseca e imprescindibile. E quando il Cristiano fa questa scoperta, vede cancellata, con un colpo di spugna, tutta l'impalcatura su cui si fonda l'intero impianto religioso. La Colpa di cui è stato vittima tutta la vita, il Peso di dover sempre Piacere a Dio, di dover sempre essere in Grazia di Dio tramite i propri meriti e le proprie azioni, è certamente salvifico dal punto di vista psicologico perchè ti alleggerisce, ma non può in alcun modo riparare in che stato di sofferenza tu abbia vissuto fino a quel momento. Sempre che tu non sia uno psicopatico, in quel caso quel travaglio interiore, molto probabilmente, non ti toccherà finchè tu non sarai sul letto di morte. In caso contrario, però, sperimenti tutta la dicotomia tipica del Cristianesimo. La stessa dicotomia su cui si basano i concetti di Paradiso e Inferno, che esistono per risolvere la giustizia che sulla Terra non trova attuazione, per separare i buoni dai cattivi, i giusti dagli ingiusti, gli amatori dagli odiatori, i probi dai malvagi. Eppure il concetto di Grazia Incondizionata abbatte questa divisione.
Ecco le luci e le ombre del Cristianesimo. Ci sarebbe tanto da dire e approfondire a livello psicologico di certe dinamiche, ma qui le tratteremo solo superficialmente per focalizzarci sull'aspetto spirituale, basandoci sul concetto che non bisogna essere religiosi per essere spirituali.
Al prossimo articolo,
La ragazza con la sciarpa azzurra.
