Volontà di Dio o Volontà dell'Uomo?

09.06.2026

L'uomo crede nel Divino dalla Notte dei Tempi, gli ha dato nomi e forma di ogni genere, gli ha attribuito culti. E ogni volta che un culto si diffondeva (e si diffonde), vi era (e vi è) la tendenza a egemonizzarlo, a reclamare la Conversione dei Popoli e delle Genti. Nella Storia, c'è chi ha assorbito le religioni di chi dominava politicamente, chi le ha fuse con il proprio credo e chi, rifiutandosi di cambiare culto, è diventato oggetto di persecuzione. Ma...ci siamo mai chiesti se questo è veramente ciò che il Divino vuole? Crediamo in Dio seguendo religioni che ci insegnano ad adorarlo, a prostrarci dinanzi a Lui, a pregare intensamente e con assiduità per ricevere delle Grazie, per chiedere Perdono per Ringraziarlo. Seguiamo religioni che ci insegnano la via del Sacrificio e della Penitenza come unica via per ottenere queste cose. Seguiamo religioni che ci chiedono partecipazione attiva a pratiche, rituali e cerimonie religiose che finiscono per scandire lo scorrere del tempo, dei giorni, dei mesi, degli anni. Seguiamo religioni che ci impongono comandamenti e leggi attribuendole alla Volontà Divina. Seguiamo...una dottrina. 

Ma Dio non vuole questo. Dio ci ha fatto un'unica richiesta: AMARE.

Amare il Mondo. Amare la Natura. Amare il Prossimo. Amare Dio.

E se tutto va a rotoli non è per colpa dei musulmani o dei cristiani. E colpa dell'Umanità. 

Perché ha perso di vista la cosa più importante. L'Amore.

E ha perso di vista chi sia veramente Dio, perchè la dottrina insegna che è un Padre ma è anche Colui che alla nostra morte deciderà quanto valiamo e cosa meritiamo in base a quanto abbiamo rispettato le sue Regole mentre eravamo in vita. Questo ci insegnano, sin da bambini, anche se ogni religione ha le sue specificità. Il punto è:

Dio è veramente Padre e Giudice? E nient'altro?

Da quando mi sono aperta alla spiritualità, la prima cosa che ho scoperto è che Lui è l'Universo Stesso. E se noi siamo l'Universo che sperimenta Se Stesso, noi siamo quella parte di Dio che sperimenta la Vita. Tramite di noi (e non per il fatto di averci creati) Egli diventa Padre, Madre, Figlio, Figlia, Fratello, Sorella, Nonno, Nonna, Parente, Amico, Amica, Amante, Compagno, Compagna, Sposo, Sposa. Nella gioia e nel dolore. In salute e in malattia. Per l'Eternità. In un legame Eterno. Dio, perciò, non è affatto un Giudice, pronto a punire ogni errore e ogni empietà. Ma fa esperienza di quegli errori e di quelle empietà attraverso di noi. Così, scopre dove c'è più bisogno di Amore e in che forme ce n'è bisogno. Ed ecco che lì diventa, oltre che Scopritore ed Esploratore, anche Maestro. Trae dalla Fonte del Bene, dalla Fonte dell'Amore tutto quello che ci serve capire e praticare per battere il Male e l'Odio, ogni singolo giorno, e cerca di insegnarcelo. Non ce lo insegna a suon di punizioni o castighi per ogni sbaglio che facciamo, ma innaffiando, giorno dopo giorno, la pianticella nel nostro cuore. Quella il cui fiore splende della stessa Luce della Fonte del Bene e dell'Amore. Non è un maestro autoritario, che instaura un regime del terrore. E Colui che ti accompagna nel far crescere quella pianta, ti prende per mano, ti dice come accudirla e, nei momenti in cui la tempesta è forte e rischia di sradicarla, ti insegna a proteggerla. Sta a noi, come allievi, accogliere i suoi insegnamenti e metterli in pratica. 

Facendo attenzione a praticare la Volontà di Dio e non la Volontà dell'Uomo. A volte il confine sembra labile, o persino inesistente, ma c'è. Eccome che c'è. 

A proposito di questo, Dio non è un Indottrinatore. Non ci chiede un culto, un'adorazione, sacrifici o espiazione. Quello lo richiede il sistema religioso creato dall'uomo. Dio ci chiede di parlargli. E sì, la preghiera è un modo per farlo ma...in che veste? Perché Dio vuole solo che lo rendiamo partecipe della nostra vita, anche se Lui è già lì. Vuole che lo SENTIAMO lì e che lo DESIDERIAMO lì. Vuole essere un Nostro Caro, uno di quelli con cui parleremmo dei nostri problemi e a cui chiederemmo consiglio. Uno di quelli con cui scherzare e ridere (e mai deridere), uno di quelli con cui piangere e sfogarsi. Ma soprattutto, vuole essere Compreso, Capito, Sentito, Amato come uno di loro.

Allora, mi chiedo io, non potremmo, in un'ottica più spirituale e meno religiosa (perché vi ricordo che essere religiosi può significare essere spirituali, ma essere spirituali non significa necessariamente essere religiosi), considerare Dio come uno di noi?


Mi spiego...Se Dio è l'Universo e noi veniamo e siamo fatti della stessa sostanza dell'Universo, Dio ha un Lato Umano oltre che Uno Divino e noi un Lato Divino oltre a uno Umano.

Ora...se essere spirituali non significasse solo il vedere e riconoscere il Divino dentro di Sè? Se significasse anche vedere e riconoscere l'Uomo dentro Dio?

Non lo facciamo mai.

Le religioni ci hanno insegnato a vedere Dio come questa specie di creatura mitologica al di sopra del Tempo e dello Spazio, al di sopra di Tutto e di Tutti. Come qualcuno di lontano. Di molto lontano. 

Ma se Dio fosse un Uomo, solo dotato di capacità straordinarie? Se avesse una personalità ed un carattere? Se sapesse essere divertente come un comico, giocoso come un bambino, scherzoso come un amico? Se anche lui sbagliasse? Se anche lui piangesse? Se anche lui ridesse? Se anche lui sentisse il bisogno di essere riconosciuto e amato? Se anche lui avesse dei traumi che lo hanno forgiato? Se anche lui crescesse? Se anche lui soffrisse? Se anche lui avesse degli interessi? Se anche lui avesse bisogno di parlare?

Se credessimo anche solo alla metà di queste cose, come ci rapporteremmo al Divino? Capiremmo Dio? Lo terremmo vicino o lo allontaneremmo? Saremmo più religiosi o più spirituali? 

Ma soprattutto...Capiremmo la differenza tra la Volontà dell'Uomo e la Volontà di Dio? 

E agiremmo di conseguenza?

Con questa domanda aperta, vi lascio.

Un abbraccio,

La ragazza con la sciarpa azzurra.







 








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